la mia verità: essere social

Questa è la terza parte di un discorso molto “complesso”. Prima di andare avanti leggi:

FASE 1: LE AZIENDE

FASE 2: I PROTOTIPI

social

Sono passati un pò di giorni dai miei schizzi (diciamo almeno 2 mesi) ma sono finalmente in possesso del prototipo della mia penna in legno.
E’ qui, tra le mie mani, posso valutare la bontà del progetto, la forma, l’ergonomia. Eppure è come se non esistesse.

Il vero battesimo delle cose e delle azioni avviene online. E siamo tutti testimoni, padrini e madrine passivi, spesso presenti di malavoglia, ma comunque partecipi.
Ci avete mai pensato? L’esigenza che abbiamo di condividere le proprie esperienze (cosa sto facendo io in questo momento secondo voi?), il proprio pensiero, e restare lì in attesa di sapere cosa ne pensano gli altri,  ci rende “umani” in un modo diverso da quanto accadeva in passato.

Tuttavia la psicologia non è il mio mestiere, il design si, e se voglio portare avanti il mio progetto e trovare aziende disposte a credere in esso (o in me, che è lo stesso) devo “organizzare” questo battesimo. Devo far sapere al maggior numero di persone possibili (amici, sconosciuti, giornalisti, italiani, stranieri, impiegati, dirigenti, operai, ecc.) della mia penna in legno. Devo passare alla fase successiva.I LikeFASE 3: ESSERE SOCIAL

Nota: Gli argomenti che seguiranno potrebbero causare pazzia.

La prima cosa da fare è fotografare la penna. Una fotografia è meglio di un render, ma non è facile fare belle fotografie (neanche fare bei render per la verità).
La macchina professionale ce l’ho ma so di non usarla al pieno delle sue capacità. Quindi leggo un pò di manuali cartacei e diversi tutorial online. Cerco informazioni su come fare foto still-life e un cubo diffusore fatto-a-mano. Un pò di photoshop ed ecco delle foto decenti.
Quindi passo alla descrizione del progetto: il testo inviato alle aziende potrebbe andare bene, ma elimino le informazioni tecniche a vantaggio di quelle estetiche/emozionali. Il pubblico online è molto attento al “vestito” delle cose ed io voglio accontentarlo.

 

Ed ora? Comincia l’opera di sharing.

Pubblico immagini e testo su: sito internet, Facebook, Pagina Facebook, Pinterest. Scrivo un bell’articolo su questo blog e in automatico questo viene pubblicato su Linkedin e sugli altri aggregatori. Eventualmente invio una email ai miei contatti tramite Mailchimp.
Tutto qui (che stanchezza).

 

Nel caso in cui voi vi sentite portati per operazioni più strong c’è molto altro che potete fare: potete martellare. Tutti, a qualunque ora, con tutti i mezzi.

Potete pubblicare una foto su facebook e taggare 100 amici. Potete pubblicare lo stesso contenuto 10 volte a settimana. Potete urlarlo usando il MAIUSCOLO. Potete creare un evento ed invitare tutti gli amici. Potete creare un gruppo ed invitare gli stessi amici. Creare una pagina dedicata alla sola penna in legno ed invitare… indovinate? Tutti gli amici!

Poi potete passare allo spam: scrivere sulle bacheche dei vostri amici lasciando una mezza frase + un link! Scrivere un messaggio privato ai contatti ed invitarli a cliccare “Mi piace”, oppure “Votami”, oppure “Ti prego”.

Potete anche dedicarvi ad una nuova attività, nata da poco ma che, pare, riscuota molto successo: il lecchinaggio digitale. E qui non devo spiegarvi molto: lasciate qualche like qui e lì e otterrete ciò che più desiderate.

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Se invece la fase di martellamento non fa per voi, passatela: vuol dire che siete come me, un pò A-SOCIAL!
Ma tenete sempre in grande considerazione il potere dei social network come la qualità dei contenuti che pubblicate.

Tornando alla penna… forse tutta questa attività social non è stata inutile.

A parte i Like ho avuto dei commenti positivi. Qualche amico mi ha scritto/detto come poter migliorare il progetto. Mi è anche arrivata una critica: può capitare e in questa era, dove è facile giudicare senza averne titolo, dietro uno schermo o con un cv pompato, mi sorprende che non accada più spesso.

Ah, sono stata contattata da un paio di giornalisti! Uno mi chiede biografia, foto e descrizione del progetto della penna in legno! L’altro invece chiede:

G: Qual è l’azienda che la produce? Quanto costa?
A.R.: Veramente sto cercando un’azienda disposta a produrla.
G: Allora mi dispiace, pubblichiamo solo oggetti in produzione.
A.R.: . . . D’Oh!

 

Decido che è il momento di fare il passo successivo: investire altro tempo e soldi, tanti soldi.

 

FASE 4: DESIGN WEEK

FASE 5: GRANDI SPERANZE

FASE 6: AUTOPRODUZIONE

 

P.S. Non mi iscriverò a Twitter, a Instagram, a Tumbrl. Pubblicherò su Flickr, Youtube o Vimeo solo quando ne varrà realmente la pena. Credo che in futuro ci vedremo tutti su Google+

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