Creativo si #coglioneNo

sarto_al_lavoro

Siete abituati a pagare un servizio?

Come vi comportate quando portate l’auto dal meccanico, dal parrucchiere per la messa in piega, dal sarto per farvi sistemare l’orlo dei pantaloni, dal corniciaio per impreziosire la foto del matrimonio?
Pagate oppure vi aspettate che lo facciano gratis?
E perché non dovreste pagare la persona che vi ha preparato il sito web, quella che vi ha arredato il negozio e anche quella che vi ha fatto i biglietti da visita?

Il concetto è tutto qui, e non venite a dirmi che i primi “producono” qualcosa di tangibile mentre i secondi no, perché senza il lavoro di questo signori difficilmente i clienti riuscirebbero a notarvi in mezzo al numero infinito di cose/servizi che sono per giunta migliori di quelli che Voi proponete sul mercato.
Quando ci vuole ci vuole.

Sono sicura che voi tutti conosciate i video #coglioneNo, sono simpatici, intelligenti e nel rimbalzare sul web strappano sorrisi e qualche riflessione.
Io stessa l’ho linkato ad un amico, professionista bravissimo, che #coglioneNONè, lavora tantissimo e con passione ma che a fatica riesce a pagarsi le bollette.

In generale mi divertono moltissimo i commenti che si leggono sotto ai video. Ecco alcuni esempi:

–     l’adolescente: <<embè e allora tutti siamo creativi>>
–     il disadattato: <<beato te (figlio di papà) che ti potrai permettere di fare il creativo>>
–     il frustrato:  <<ehi creativo: ma cresci e vai a lavorare>>
–     l’architetto: <<è la vostra categoria di “creativi” che toglie il pane a “noi” che il mestiere lo facciamo come si deve>>

Mi piacerebbe poter rispondere puntualmente, farmi raccontare la storia e il punto di vista di ognuno ma non è possibile. Così mi limito a riportarvi le mie di considerazioni, a partire dal rispondere alla domanda fondamentale: che cos’è la creatività?

Creatività è la capacità di “trasformare” tutta una serie di input (tecnici, psicologici, sociali, estetici, funzionali, ecc.) in qualcosa di innovativo, che prima non era. Sembra un concetto astratto ma se pensate che può essere applicato alla totalità delle nostre azioni vi renderete conto che si tratta di una capacità insita nel genere umano.
Ad esempio, se vi chiedessi di cantare la vostra canzone preferita in modo creativo, di cucinare qualcosa di creativo, o addirittura di camminare in modo creativo, voi potreste farlo. Potete inventarvi qualcosa nuovo, senza essere né cantanti, né chef né ballerini. Diverso è se vi aspettate che vi paghino per queste “estrosità”.

E allora a quali categorie di persone si riferiscono i ragazzi di #coglioneNo?

A quelle persone che utilizzano la creatività unitamente (e in maniera intelligente) ad una serie di conoscenze pregresse che costituiscono l’esperienza, tecnica, umana, storica, pratica, concettuale, ecc. che esse stesse hanno acquisito nel tempo.  E quindi

La creatività non è una dote, un talento (come se si potesse nascere già con questa straordinaria caratteristica).

La creatività non è divertimento (se fai un mestiere “creativo” allora non è un mestiere serio).

La creatività non è gratis.

 

Permettetemi di fare altri esempi.
Se vi sentire smarriti dinanzi al modulo 730 andate dal commercialista. Il fatto che lui ve lo compili in mezz’ora non vuol dire che è più intelligente di voi, ma che è il suo mestiere e ha tutte le conoscenze e le esperienze per compilarlo correttamente ed in poco tempo. Lo pagate ma siete sicuri che il fisco non verrà presto a disturbarvi.

Se invece avete bisogno di una grafica per la copertina del CD del gruppo in cui suonate avete due possibilità: o cercate tra le foto delle vostre vacanze oppure vi rivolgete ad un grafico. La differenza c’è, e non è solo nel fatto che il grafico si fa pagare ma che ha molta più competenza di voi (arrendetevi all’evidenza, tanto voi siete già bravi a suonare) per poter tradurre in immagine il groove del vostro gruppo.

Penso che ci siamo spiegati.

 

Ora una parola la devo proprio rivolgere al “creativo”: lavora con amore, non sminuire il tuo lavoro, sii onesto, non cercare di essere competitivo solo con i prezzi al ribasso, non credere che ogni lavoro rappresenti l’opportunità della tua vita. Abbi rispetto per il tuo lavoro e per i tuoi colleghi. E pretendi rispetto.

Creativo si #coglioneNo.

 

Nella foto Guido Angoli, l’ultimo sarto della Valgobbia

2 comments

  • 19 febbraio 2014 at 13:27 // Rispondi

    Leggo con scetticismo, ho un paio di osservazioni da riportare in merito.
    Principio di marginalità.
    Il guadagno di una figura professionale è direttamente correlato al margine di guadagno che questa crea per la figura per cui lavora.
    Distribuzione gaussiana di pareto.
    Il numero di figure che percepiscono un guadagno per le proprie competenze equivale al margine che queste competenze creano.

    Indi per cui è più che normale che su 100 creativi, 80 guadagnino poco e 20 di più.

    • 21 febbraio 2015 at 15:53 //

      Come proporresti di calcolare in anticipo questo margine di guadagno in modo tale che oltre al cliente possa trarne beneficio anche il creativo?

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