La casa Inglese

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C’era una volta 3 porcellini molto felici ma un pò preoccupati perché girava voce che un brutto lupo cattivo girava da quelle parti. Per difendersi ognuno di loro decise di costruirsi una casa. Il primo porcellino costruì una casa di paglia, il secondo porcellino costruì una casa di legno e il terzo porcellino costruì la casa Inglese.

Tutti sappiamo che fine fecero le case dei primi due porcellini ma nessuno seppe cosa capitò al terzo porcellino della casa Inglese.

Il terzo porcellino ci mise davvero poco a costruire la sua casa e tutto contento se ne stava lì a guardare il risultato.

La casa Inglese, seppur graziosa, sembrava a prima vista poco sicura. Nessuna persiana in ferro o tapparella in plastica è posta a proteggere le finestre dall’introduzione del lupo cattivo, il quale, se volesse, sarebbe potuto passare tranquillamente dalla porta di ingresso, essendo questa una comunissima porta non blindata che viene chiusa con 1 (dico una) girata di chiave comune.

Se quindi pulire i vetri dalla costante pioggia rientrava nelle mansioni quotidiane del simpatico porcellino gli rimaneva il problema della privacy.
Può una tenda spessa riparare dal sole che ti entra negli occhi alle 5 del mattino durante il, seppur diverso dall’Italia, periodo estivo?
Si potrebbe rimediare con un DIY, pensò il porcellino, attaccando ai vetri del cartoncino nero con molto, molto nastro adesivo.
Anche questa è fatta, esclamò, mentre tentava di immaginare la vista che si stava perdendo.

La casa Inglese, o casa di cartongesso, scricchiolava che è un piacere!

Era talmente a sua misura che mai avrebbe immaginato che un soffitto così basso o delle porte così basse potevano costituire problema a persone un pò più alte di lui o a quelle che avrebbero tanto desiderato avere un lampadario invece che dei faretti ad incasso.

E ora, come potrei decorarla? Come “Fratelli in Affari” gli avevano insegnato, bastava davvero poco per buttare giù un muro ed alzarne un altro. Anzi, furono proprio loro a consigliargli di non usare mattonelle per il pavimento di cucina e bagno, che la moquette andava bene lo stesso, o al limite delle piastrelle in laminato plastico gli avrebbero permesso di fare una lavata a terra.

E per riparare i muri dagli schizzi? 2 mattonelle sono più che sufficienti, e poi dai, a questa età dovresti saperti lavare le mani senza schizzare in giro, gli risposero.

Per i pensili non c’era problema, bastava non metterli, che già si era fatta una faticaccia in cucina e le discussioni sul “gocciolatoio si” “gocciolatoio no” erano andate avanti per giorni.
Alla fine vinse il “gocciolatoio no”, vinse il “phon in bagno no”e vinse anche il “bidet no”, ma questa è un’altra storia.

Per i quadri potresti usare degli adesivi, non sia mai che ti venga in mente di usare un semplice chiodo che qua se ne cade tutta la casa Inglese, fu ciò che gli dissero mentre se ne andavano a rompere un muro non si sa dove nel mondo.

Restato da solo il terzo porcellino pensò di mettersi qualche comodità in casa: avendoli trovati in offerta, sistemò un interruttore on/off per ogni presa elettrica mentre montò “a caso” quelli della luce cosicchè ogni ospite avrebbe giocato a “trova l’interruttore della luce” prima di entrare in suo bagno.

Bagno? Luogo di punizione. A volte senza finestre, altre solo tazza, si espiano le proprie colpe al solo passaggio.

Sempre per comodità pensò di mettere due rubinetti per l’acqua, uno per l’acqua fredda e l’altro per l’acqua bollente; pensate che si divertiva un sacco a prendere in giro i suoi fratelli che avevano preferito installare un banale miscelatore!
Inoltre, sebbene la casa fosse provvista di caldaia, pensò di coltivare tutta una serie di batteri in un bombolone di raccolta per l’acqua bollente, cosicché solo i più coraggiosi o più bravi ballerini di balli di gruppo sarebbero riuscirti ad lavarsi le mani sotto quello strumento di tortura.

Non sappiamo come andò a finire la storia del terzo porcellino e se il lupo cattivo sia mai riuscito ad entrare nella sua bellissima casa Inglese ma pare che sia stato sfrattato da un gruppetto di acari che, come si dice a Napoli, entrarono di secco (tra la moquette sotto al letto) e si misero di chiatto.

Povero porcellino, la prossima volta prova a costruire una casa un pò più… solida. Impara dagli antichi Romani che avevano il sogno dell’eternità e lascia perdere le cose “arronzate” che ne va della tua salute fisica e mentale.

Studia architettura, poi ritenta, sarai più fortunato.

 

Fonte immagine: http://www.sunbabe.de/puppenstubenwelt/schrankhaus.html

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