Costruire un prototipo in cartone di una sedia

La scorsa settimana abbiamo conosciuto Folco Orlandini (leggi qui), del team Orlandini design.
Del loro studio avevamo apprezzato la commistione tra l’attività intellettuale e quella manuale, ovvero tra l’attività di progettazione e quella di verifica e sperimentazione dei progetti.
Nel loro laboratorio (foto in alto) fervono sempre i preparativi di nuovi prototipi, atti a sviluppare un progetto da molteplici punti di vista (funzionale, estetico, produttivo), ed in effetti per loro non è difficile passare dal computer alla colla, dal modello tridimensionale al prototipo funzionale.

 

I software tridimensionali sono una mano santa per dare una certa “sostanza” al nostro progetto, poco prima solo schizzato su carta, e fare delle verifiche estetiche e funzionali. Tuttavia spesso dedichiamo più tempo alla realisticità della scena e del modello che non alle problematiche ad esso legate in termini di validità del progetto.
Un prototipo, anche in scala, può aiutare a dare al progetto tutta un’altra direzione, e rimane un valido mezzo per verificarne le caratteristiche estetiche, gli assemblaggi, l’ergonomia, la funzionalità.
Con i seguenti consigli Folco Orlandini ci spiega passo passo come realizzare un prototipo in cartone di una sedia in scala reale.

 

L’IMPORTANZA DELLA VERIFICA TRIDIMENSIONALE, di Folco Orlandini
I modelli in scala, i modelli al vero ed i prototipi sono una tappa inevitabile ed inderogabile del processo progettuale.
L’idea iniziale è solo la linea di partenza di un percorso molto lungo che passa per successive tappe di verifica fino ad arrivare alla messa in produzione dell’oggetto.

 

Già nella fase embrionale del progetto, quando l’idea viene trasferita su carta sotto forma di schizzo, gran parte dei concept risultano deboli o inconsistenti… semplicemente perchè ce li eravamo “immaginati” migliori.
Ancora più severo è il passaggio successivo, quando da schizzo diventano oggetto tridimensionale sotto forma di semplice modellino, perchè la terza dimensione rivela un’infinità di dettagli, sia estetici che tecnici o strutturali, che possono far decollare o, in parecchi casi, demolire l’idea iniziale.

 

Quindi, realizzare un modello al vero, anche molto grossolano, risulta indispensabile per avere un’ulteriore verifica “reale” delle proporzioni dell’oggetto, del suo rapporto con lo spazio circostante e con l’uomo.
Infine poter costruire un prototipo (quasi) definitivo ci aiuta ad entrare nei dettagli, risolvendo alcune questioni tecniche come l’abbinamento dei diversi materiali e la verifica della corretta ergonomia.
Ultimo dettaglio, non meno importante: presentarsi ad un’azienda con un progetto già verificato, anche nella fase di prototipazione, è tutta un’altra cosa.

 

Realizzare un modello non è un’impresa impossibile, bastano un po’ di esperienza e qualche suggerimento.

 

1. Con il cartone delle scatole da imballaggio costruiamo una dima di montaggio per il telaio della poltroncina.

2. Incollando diversi strati dello stesso cartone simuliamo il tubo quadrello in cui sarà poi realizzato il telaio.

3. Fra le 4 gambe di cartone realizziamo due traversi a croce che servono come struttura portante e come supporto per la seduta.

4. Possiamo ora rimuovere la dima iniziale in cartone.

5. Il telaio così ultimato è molto grezzo, ma ottimo per darci una prima impressione delle proporzioni generali.

6. Sul telaio posizioniamo dei cartoni (non stratificati) che simulano il sedile e lo schienale.

7. Questi cartoncini sono tenuti in forma con un filo di ferro incollato sul retro.

8. Per realizzare sedile e schienale in maniera più definitiva partiamo dagli sviluppi (stampati su carta) del file 3D modellato al computer.

9. Per ottenere schienale e sedile con la giusta forma e curvatura incolliamo diversi strati di cartone compatto su una dima di incollaggio, realizzata in precedenza con cartone da imballaggio.

10. Una volta asciugata la colla possiamo rimuovere il pezzo stratificato dalla dima di incollaggio.

11. Per rendere ancora più rigido il pezzo lo verniciamo con colla epossidica su entrambi i lati.

12. Posizioniamo le scocche stratificate e rigide su un telaio fatto realizzare in metallo. Il prototipo è ultimato e pronto per una eventuale verniciatura.

13. Prodotto finale: Poltroncina Mya, Orlandini design per Calligaris.

Ringrazio Folco e tutto il team Orlandini per le immagini e per l’utile spiegazione. Sono sicura che i vostri consigli mi torneranno molto utili e che saranno di ispirazione anche per i lettori di questo blog.

Del resto viviamo un momento storico di ritorno al “fare con le mani” e di rivalutazione degli antichi mestieri. C’è anche un’altra considerazione da fare: pensate che i grandi maestri del design hanno realizzato  le eccellenze che tutti conosciamo senza modelli al computer. Ce la possiamo fare… a migliorare!

Cari lettori/designers: siete soliti realizzare prototipi (anche in scala) o vi affidate completamente a quello che il mouse ed internet possono dare?

 

Continuate a seguire le creazioni di Orlandini design anche sulla pagina facebook.

Link: http://www.orlandinidesign.net/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Please solve captcha first
Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.