20 giorni a Coventry, parte 1°

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IL TRASLOCO. Il 29 luglio tutte le nostre cose sono state impacchettate e messe in un camion. Tutte. Il pianoforte, i giochi di Lorenzo, il nostro letto, le chitarre sono state velocemente imballate e riposte nell’enorme camion rosso che ha fatto parlare tutto il quartiere.
Non mi ha fatto tristezza. La mia unica preoccupazione era che Lorenzo non vedesse la casa in quello stato, senza i suoi giochi, le nostre cose, ma quando sono dovuta andare a prenderlo all’asilo il camion era ancora lì… Lui ha fatto un giro della casa vuota quasi a bocca aperta, quindi si è messo a correre contento da una stanza all’altra: finalmente aveva lo spazio per farlo!
I bimbi ti sorprendono sempre.

IL VIAGGIO. Siamo arrivati a Coventry il 30 luglio. Il cielo era grigio ma luminoso. Quello che ricordo del mio arrivo era il senso di stanchezza e la consapevolezza che c’era ancora molto da fare.

L’ARRIVO DEL CAMION. Il 2 agosto arriva il camion rosso. Tutte le nostre cose vengono portate dentro ma dato che questa casa è più piccola di quella di Via Verdi presto molti scatoloni finiranno nello shed in giardino mentre altre verranno donate alla British Heart Foundation.

LA CASA. L’unica nota dolente. Forse il problema non è “questa casa” ma la casa Inglese. C’è molto da dire sull’argomento e vorrei dedicargli un post a parte.

COVENTRY. Quando ho conosciuto il mio vicino di casa Ian mi ha detto “this is a nice place to live” forse riferendosi al quartiere, davvero delizioso, ma credo che questa frase si addica all’intera Coventry (per quel che ho potuto vedere in questi 20 giorni di permanenza qui).

Cerco di non fare troppi paragoni con l’Italia, la cultura è diversa e io sono ospite, per cui non è educato criticare ma l’atteggiamento giusto è quello di prendere il meglio che questo posto mi può dare.

IL MIO QUARTIERE. Nel mio quartiere le case sembrano quelle delle bambole. Tutte uguali, tutte ordinate, tutte egualmente piccole anche se abitate da molte persone. Tutte hanno il giardino sul retro e un piccolo angolo verde sul d’avanti con erba e fiori.

I bambini (ora sono in vacanza dalla scuola) giocano in strada a qualsiasi ora, a qualsiasi età. Sono educati e molto socievoli. Hanno adottato Lorenzo come fosse un cuginetto piccolo, lo aiutano a salire sulle giostre e gli chiudono la giacca se tira il vento.
Lorenzo è strafelice di giocare con loro. Io sono strafelice quando vedo Lorenzo così.

 

 

E io? Io sto bene, la mia famiglia sta bene, ci stiamo adattando alla nostra nuova vita non senza qualche fonte di stress ma quale cambiamento non ne porta?

Non so se e tra quanto tempo potrò chiamare questo posto “casa” ma facendo un bilancio di questi primi 20 giorni posso dire di essere serena, so che piano piano tutte le cose andranno al loro posto e potrò contare su questa nuova grande esperienza di vita.

 

 

Sono ancora molti gli argomenti da trattare, lo farò nel prossimo post!

Fatemi sapere se siete interessati a questi argomenti, a come si vive in UK, a quali sono gli step da seguire quando ci si trasferisce qui.

Bye bye.

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