Città della Scienza

coscienzaautore Pasquale Conventi

In questi giorni ho più volte tentato di scrivere un post. In genere il difficile è scegliere l’argomento mentre fare ricerca e scrivere viene di conseguenza.

Ma questa settimana non riesco. Perchè parlare di design mi sembra così frivolo quando nella mia città è accaduto qualcosa di terribile.

Un attentato alla cultura, alla crescita, ai valori positivi, alle persone che ogni giorno cercano di migliorare una situazione mentre tutto intorno è sopruso e ignoranza.

L’autodistruzione in atto non coinvolge solo una ristretta area urbana ma la dignità di noi napoletani e quella dei nostri figli.

Città della Scienza era anche mia e non riesco a credere che quell’isola, in cui ho passato tante domeniche, non esiste più. Ed è difficile spiegare a chi non l’ha conosciuta che cosa essa rappresentasse per i bambini e per gli adulti e per chi aveva fame di sapere e di fare.

La rabbia che provo è mista ad una tristezza diversa dal solito. Voglio che lascino il posto alla speranza, ma quanto pesa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *